Licenziate perchè incinta? La gravidanza non può essere vista come un reato!

Piccoli Passi Civita Castellana vi spiega cosa fare

La legge proibisce ai datori di lavoro di licenziare una lavoratrice durante la gravidanza. Di più: il divieto si estende dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento del primo anno di vita del bambino.

Lo stabilisce il d.lgs 151 del 2001, all’art. 54, il quale mira ad assicurare la tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri.

Lavoro e gravidanza: cosa c'è da sapere?

Sulla rete, intanto, si scatena la protesta: “Senza parole! Una società che promuove la famiglia”, commenta un’amica, mentre un’altra aggiunge: “Anni fa, durante un periodo di prova, sono stata mandata via perché dovevo sposarmi. Mi han mandata via dicendo che, come tutte, sarei rimasta incinta dopo il matrimonio”. Se non interverranno fatti nuovi, magari con un auspicabile ripensamento della proprietà, la triste storia di lavoro negato a una donna, finirà d’urgenza davanti al Giudice del Lavoro. 

 

Tuttavia, tale divieto non è assoluto, in quanto la legge stabilisce delle, rare, eccezioni.

Il divieto di licenziamento non opera nel caso:

  • di colpa grave della lavoratrice, che di fatto rientri negli estremi della cosiddetta “giusta causa” di risoluzione del rapporto di lavoro (gli esempi classici sono quelli del furto all’interno dell’azienda, del danneggiamento volontario di macchinari o del materiale di lavoro o dell’aver dato luogo a una rissa nei locali aziendali: in sostanza, un fatto grave che non consenta la prosecuzione, anche solamente provvisoria, del rapporto);
  • di  cessazione dell’attività dell’azienda alla quale è addetta la lavoratrice;
  • di ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice è stata assunta o di risoluzione del rapporto di lavoro per scadenza del termine (quindi nei contratti a tempo determinato);
  • di esito negativo del periodo di prova: in questo caso, tuttavia, se lo stato di gravidanza è noto, la lavoratrice avrà diritto ad ottenere motivazioni e spiegazioni esaustive sulle cause del giudizio negativo, al fine di escludere con ogni ragionevole certezza che la risoluzione del rapporto di lavoro sia stata in realtà determinata dalla condizione della donna.

Cosa succede se, nonostante l’esistenza del divieto, il licenziamento viene comunque intimato? Il comma 5 dell’art. 54 stabilisce che il licenziamento intimato nel periodo in cui vige il divieto deve considerarsi nullo.

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