Maltrattamenti: sei milioni i bambini maltrattati in Italia

Molto spesso la violenza si registra tra le mura di casa

Sono quasi 6 milioni i bambini maltrattati in Italia. Un articolo shoccante lanciato dal sito Quotidiano.net che riporta dati dell'associazione Cesvi.  Un dato che fa paura, quello certificato dal primo dossier su base nazionale firmato Cesvi sul maltrattamento all'infanzia nel nostro Paese, in un quadro che comprende anche gli adulti maltrattati da bambini. "In sostanza, quasi il 10% della popolazione italiana - fa sapere Valeria Emmi, Advocacy coordinator della Onlus-, in un contesto nel quale il maltrattamento infantile resta ancora un fenomeno sommerso, ragion per cui la proiezione è senz'altro parziale".

L'indice mette in evidenza, soprattutto, la persistenza di forti disparità tra il Nord e il Sud del nostro Paese.

In ultima posizione troviamo la Campania (20esima sia per contesto che per servizi), seguita da Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata e Molise. Sono queste le regioni che presentano le maggiori criticità e le condizioni più sfavorevoli rispetto alle probabilità dei bambini di subire maltrattamenti. Male anche l'Abruzzo e il Lazio (rispettivamente al 14esimo e al 13esimo posto). Tra le regioni reattive si posiziona la Sardegna (con alto livello di servizi, nonostante l'alta criticità del contesto). Tra le regioni dove si registra, invece, il miglior livello di benessere complessivo dei bambini, spicca l'Emilia-Romagna seguita da Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Dal rapporto Cesvi si evince come il maltrattamento sui bambini (fascia di età 0-17 anni) sia la conseguenza ultima, estrema e troppe volte drammatica, di una situazione di disagio che coinvolge le figure genitoriali e il contesto familiare, ambientale e sociale nel quale i bambini crescono.

L'indagine confronta per i bambini maltrattati e per gli adulti maltrattanti nell'infanzia due livelli di analisi ed è il risultato dell'aggregazione di 65 indicatori relativi ai fattori di rischio e ai servizi offerti sul territorio. Il dossier offre inoltre una chiave di lettura delle principali determinanti sociali, demografiche, economiche, sanitarie e sociali, analizza i fattori di rischio e di vulnerabilità al maltrattamento nell'infanzia e li sintetizza attraverso un indicatore che propone una classifica decrescente tra le regioni italiane, a partire da quelle che presentano sia minori rischi sia un sistema di politiche e di servizi territoriali adeguato a contrastare e prevenire il problema. Emergono poi nello studio quei fattori di rischio che creano presupposti importanti per scatenare il maltrattamento infantile nelle famiglie, come ad esempio l'elevato livello di povertà, il basso livello di istruzione dei genitori, il consumo di alcol e di droghe da parte dei genitori, la disoccupazione, lo svantaggio socioeconomico, etc. Con riferimento a questi indicatori di contesto, si passa poi ad analizzare quali servizi i territori mettano a disposizione in termini di politiche di prevenzione e di cura, rilevandone quindi l'efficacia e la capacità concreta di intervento.

"Il maltrattamento ai danni di bambini è un fenomeno sottostimato, tanto che l'Oms – fa sapere ancora Valeria Emmi - ha calcolato che per ogni caso di maltrattamento o violenza denunciato, ce ne siano almeno nove che non vengono alla luce. La stima relativa ai sei milioni di maltrattati in Italia, in quanto stima, è esemplificativa del fatto che ancora oggi non possiamo dare una dimensione specifica e quantitativa del numero di bambini che subiscono maltrattamento o trascuratezza in ambito famigliare, proprio perché siamo in presenza di un fenomeno particolarmente sommerso. Per dare un'idea di quanto questo fenomeno sia diffuso abbiamo proiettato sugli adulti di oggi il dato dei 9,5 bambini maltrattati assistiti dai servizi sociali dei Comuni ogni 1.000 minori emerso da precedenti indagini e quello dei 9 casi sommersi per ogni caso conosciuto dell'Oms. Alla fine siamo arrivati a conteggiare una presenza sulla popolazione complessiva di quasi 6 milioni di maltrattati, tra adulti e bambini (5,7 milioni), ovvero poco meno del 10% della popolazione italiana. Parliamo di adulti perché abbiamo considerato la popolazione tutta, cioè anche gli adulti che nella loro infanzia e adolescenza potrebbero aver subito maltrattamento". 

"Nel quadro delle emergenze sociali, il maltrattamento dei bambini è il fenomeno forse peggiore, non solo per la sproporzione di forze tra il maltrattante e il maltrattato e per il tradimento della fiducia che i più piccoli ripongono negli adulti, ma anche per le conseguenze che si producono sulla salute dei maltrattati nel medio-lungo termine, sul loro equilibrio psico-fisico e, più in generale, su tutta la società. Gli ex bambini maltrattati – dichiara Daniela Bernacchi, Ceo&General manager Cesvi - sono gli adulti di oggi che vivono sopportando un pesante fardello di dolore che influenza il loro modo d’essere, e spesso scaricano sui figli il proprio disagio. Si viene a generare così un circuito vizioso che solo un intervento esterno, quale ad esempio quello dei servizi pubblici, può interrompere". I bambini e le bambine sono maltrattati soprattutto nell’ambiente che più di tutti dovrebbe garantire loro sicurezza e protezione. Tra il 60% e il 70% dei bambini tra i 2 e i 14 anni di età ha vissuto episodi di violenza in casa. Al maltrattamento, inoltre, si accompagna spesso la trascuratezza: nel mondo il 16,3% dei bambini è vittima di negligenza fisica e il 18,4% di trascuratezza emotiva. Gli effetti della trascuratezza possono manifestarsi con un ritardo nel raggiungimento delle principali tappe evolutive con disturbi dell’apprendimento oppure con un atteggiamento di eccessiva ricerca di affetto e attenzione da estranei (e il conseguente rischio di esposizione ad altri abusi), una forte chiusura e una sfiducia verso l’altro. Dal dossier emerge come i servizi siano più presenti nelle regioni in cui ci sono meno rischi. Al contrario, nei territori dove i fattori di rischio sono più critici si possono osservare servizi particolarmente deboli.

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