Bambino di 11 anni si suicida a Napoli: forse bullismo

Si lancia dal decimo piano e muore. Ha lasciato un bigliettino alla mamma

Un bambino di 11 anni si è suicidato nella notte scorsa, lanciandosi dalla finestra della casa al decimo piano in cui abita con la famiglia, a Napoli, nella Prima Municipalità. Sull'accaduto la Polizia di Stato ha avviato una indagine: il sospetto è che sia stato in qualche modo spinto ad uccidersi.

 

Una istigazione che potrebbe avere diverse origini: si indaga alla ricerca di episodi di bullismo, ma tra le ipotesi viene considerata anche quella che il bambino sia stato manipolato con una delle sfide diffuse sui social network, oggetto di numerose segnalazioni alla Polizia Postale, in cui si spingerebbero i ragazzini a superare delle "prove" che sfociano nell'autolesionismo.

Il piccolo, stando alla ricostruzione, si è lanciato nel vuoto poco dopo la mezzanotte. È caduto su un ballatoio interno, all'arrivo i soccorsi non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Ad avvisare il 118 sono stati i familiari, che non trovandolo a letto lo hanno cercato in casa per poi fare la tremenda scoperta. Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile della Questura di Napoli, con tutta probabilità nelle prossime ore verrà interessata anche la Postale; il telefono cellulare del bambino, come da prassi per episodi del genere, è stato sequestrato e verrà analizzato alla ricerca di messaggi o altro genere di contenuti che potrebbero essere legati al suicidio.

 

Si parte da un messaggio che il bambino ha lasciato alla madre prima di lanciarsi nel vuoto. Poche parole, ma con un contenuto su cui gli investigatori vogliono vederci chiaro: ci sarebbero degli elementi che avrebbero portato a ritenere che in quel gesto estremo possa essere coinvolta un'altra persona, che potrebbe quindi avere, in qualche modo, "sfidato" o terrorizzato il bambino al punto tale da spingerlo ad uccidersi.

Fonte: Fanpage

 


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Famiglia manda a scuola il BAMBINO senza aspettare esito tampone: è POSITIVO, classe in quarantena

Una famiglia irresponsabile blocca una classe: ora tampone e quarantena per alunni e insegnanti!

 

Aveva fatto il tampone il 3 settembre e il 7, l’8 e il 9 settembre è andato a scuola, finché la famiglia il 9 ha saputo che l’esito del test era positivo e ha smesso di mandare il bimbo in classe, in una sezione di una scuola dell’infanzia di Cesano Maderno (Monza e Brianza). La scuola, l’asilo Montessori del Villaggio Snia, ha segnalato martedì all’Amministrazione comunale - che dà notizia di quanto successo - un caso di positività al Covid-19 tra i suoi alunni e oggi tutti i bambini e i docenti della classe dell’alunno positivo vengono sottoposti a tampone all’ospedale San Gerardo di Monza. Le lezioni per questa classe sono sospese. I bambini, le insegnanti e le famiglie si trovano in quarantena in attesa dell’esito del tampone e delle indicazioni di Ats. Il caso di positività è stato anche confermato al sindaco Maurilio Longhin da Ats.

«Questo episodio, certamente singolare per come è avvenuto - si legge nella nota del Comune di Cesano Maderno - ci induce a raccomandare alle famiglie un comportamento prudente e responsabile. Se un bambino viene sottoposto a tampone non può assolutamente frequentare la scuola fino a che l’esito non certifichi la negatività al Covid».

Non solo - ricorda l’amministrazione - anche se un bambino ha la febbre deve rimanere a casa e ogni mattina le famiglie dovrebbero assicurarsi che i figli non abbiano febbre e non siano presenti segni che potrebbero far sospettare un esordio di Covid. Nel caso di sospetto, bisogna avvisare immediatamente il medico di famiglia o il pediatra. «Il dato positivo - conclude il comunicato - è che nelle scuole dell’infanzia gli alunni sono stati divisi nelle cosiddette classi «bolla», cioè gruppi chiusi di bambini e bambine che non si incontrano con gli altri, mangiano all’interno della loro classe, non entrano in contatto con le altre sezioni durante la permanenza a scuola proprio per ridurre il rischio di contagio». Grazie a questi accorgimenti gli alunni delle altre classi possono continuare normalmente a frequentare la scuola. A riportare l'accaduto oggi Milanocorriere.it.

Perchè le famiglie si ostinano a non seguire le indicazioni del Ministro della Salute?

 

Il Ministro della Salute, attraverso i suoi canali ufficiali, ha diramato il protocollo da seguire in caso di sintomi di Coronavirus. Ne abbiamo parlato già lo scorso giorno qui

Le famiglie continuano a brancolare nell'incertezza quando invece è tutto molto chiaro. 

Incertezza e irresponsabilità, che come in questo caso, hanno bloccato tutta una classe e le rispettive famiglie. Dov'è la prevenzione


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Bambini disabili a casa: mancano gli insegnanti di sostegno!

Azzolina: "Ho la massima attenzione per questi bambini!"

Scuola, lettera shock degli ortopedici: "Perché i nuovi banchi sono inadeguati"
„I I IiiiiiiijjjIIl MdddDirettamente dal sito del Ministero della Salute si apprende cosa accade a tuo figlio qualora, in classe durante l'orario scolastico, manifesti sintomi riferibili a Covid-19.Direttamente dal sito del Ministero della Salute si apprende cosa accade a tuo figlio qualora, in classe durante l'orario scolastico, manifesti sintomi riferibili a Covid-19.
Iniziano le lezioni dopo il lockdown: sono diversi i disguidi e disservizi che hanno caratterizzato il ritorno in classe di 5,6 milioni di alunni. Tra questi figura senza dubbio la mancata nomina di una grossa parte degli oltre 80 mila docenti di sostegno precari. Ma la lista dei problemi è molto lunga e varia.


Alunni disabili senza sostegno

A Roma nell’istituto Pio La Torre un bambino autistico di 9 anni è arrivato a scuola accompagnato dalla mamma per cominciare il nuovo anno, ma dopo il saluto ai compagni – riferisce l’Ansa sulla base della segnalazione del padre – è stato costretto a tornare a casa, senza sapere quando potrà davvero andare a scuola perché mancherebbe l’insegnante di sostegno.

Un altro episodio simile è stato segnalato oggi a Pisa e riguarda un bimbo con sindrome down. “Per quelli come mio figlio, che soffre di autismo, la scuola non inizia oggi e chissà quando comincerà – ha detto il genitore – . L’insegnante di sostegno purtroppo non è disponibile perché l’assistente assegnato deve dividersi tra più istituti e le altre maestre non si prendono la responsabilità di tenere mio figlio in classe, visto che non lo sanno gestire. Sono stanco di vedere mio figlio, insieme ad altri 500 mila ragazzi in Italia, trattato peggio di un cane”.

“Lui beneficia della legge 104 e avrebbe diritto alla copertura per l’intero orario scolastico. Ma resta tutto sulla carta. La cosa più grave è che non c’è nessuno che sappia indicare una data, nulla”.

A parlarne oggi il sito tecnicadellascuola

Azzolina: ho a cuore questi bambini

Cosa dice allora la titolare del ministero dell’Istruzione? Rispondendo a una domanda sui bambini e i ragazzi disabili, durante Domenica Live, alla vigilia dell’avvio delle lezioni nella maggior parte delle lezioni, la ministra dell’Istruzione ha ricordato di essere stata docente di sostegno.

Ho la massima attenzione a questi alunni, lo dico – ha detto la titolare del dicastero di Viale Trastevere – con il cuore, ho lavorato con questi bambini. Alle famiglie e a loro va tutto il mio affetto”, ha concluso Azzolina, che è stata anche docente di sostegno.

Assembramenti fuori scuola

Sul distanziamento tra alunni non figurano particolari problemi. Mentre vi sarebbero per quello che è accaduto al di fuori di diversi istituti. Lo ammette l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato.

“Al momento – dice l’assessore – non risultano all’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio comunicazioni da parte dei servizi di prevenzione delle Asl circa criticità nelle scuole. Sono stati segnalati solamente alcuni assembramenti all’entrata degli Istituti legati soprattutto a gruppi di genitori”.



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Sai cosa succede a TUO figlio se ha sintomi Covid a scuola?

Le azioni che vanno intraprese a scuola se un alunno manifesta sintomi riferibili a COVID-19

Scuola, lettera shock degli ortopedici: "Perché i nuovi banchi sono inadeguati"
„I I IiiiiiiijjjIIl MdddDirettamente dal sito del Ministero della Salute si apprende cosa accade a tuo figlio qualora, in classe durante l'orario scolastico, manifesti sintomi riferibili a Covid-19.Direttamente dal sito del Ministero della Salute si apprende cosa accade a tuo figlio qualora, in classe durante l'orario scolastico, manifesti sintomi riferibili a Covid-19.
Direttamente dal sito del Ministero della Salute si apprende cosa accade a tuo figlio qualora, in classe durante l'orario scolastico, manifesti sintomi riferibili a Covid-19.

Appare chiaro che la presenza di un alunno positivo al Covid-19 Coronavirus porterà compagni di classe e amicizie strette ad una quarantena di 14 giorni. Si deciderà poi, situazione per situazione, come procedere con il tampone.

Dopo le polemiche sui nuovi banchi, spesso mancanti, e su procedure non del tutto recepite, il nuovo anno scolastico è partito in un polverone di notizie. Cerchiamo di fare chiarezza.

Le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” (messe a punto da ISS, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna) prevedono, nel caso in cui un alunno presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o un sintomo compatibile con COVID-19 in ambito scolastico, le seguenti misure:

  • informare subito il referente scolastico per Covid-19;
  • avvisare subito i genitori dell’alunno;
  • ospitare l'alunno in un’area apposita, in compagnia di un adulto che indossi una mascherina chirurgica (pseudo-quarantena);
  • far indossare una mascherina chirurgica all'alunno se ha un'età superiore ai sei anni e se la tollera.

 


Cosa fare quando l'alunno viene riportato a casa?

La scuola dovrà pulire e disinfettare le superfici della stanza o area di isolamento dopo che l’alunno sintomatico è tornato a casa.

Una volta riportato il figlio/a a casa i genitori devono contattare il Pediatra di libera scelta (PLS) o il Medico di medicina generale (MMG), che dopo avere valutato la situazione, deciderà se è necessario contattare il Dipartimento di prevenzione (DdP) per l’esecuzione del tampone

Cosa accade ai compagni di classe di un alunno che risulta positivo al Covid?

Quando un alunno risulta positivo al test per SARS-CoV-2, il Dipartimento di Prevenzione notifica il caso e si avviano la ricerca dei contatti e le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata. Il referente scolastico COVID-19 deve fornire al Dipartimento di Prevenzione l’elenco dei compagni di classe nonché degli insegnanti del caso confermato che vi sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. I contatti stretti individuati dal Dipartimento di Prevenzione con le consuete attività di contact tracing saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato. Il Dipartimento di Prevenzione deciderà la strategia più adatta circa eventuali screening al personale scolastico e agli alunni.

Un alunno positivo al Covid-19 quando potrà rientrare a scuola?

Per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi). La conferma di avvenuta guarigione prevede l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà definirsi guarita, altrimenti proseguirà l’isolamento.

Se l'alunno che ha manifestato sintomi Covid-19 risulta negativo al tampone?

Se il tampone naso-oro faringeo è negativo in paziente sospetto per infezione da SARS-CoV-2, a giudizio del pediatra o medico curante, si ripete il test a distanza di 2-3 gg. Il bambino deve comunque restare a casa fino a guarigione clinica e a conferma negativa del secondo test.


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