Giornata mondiale contro l'omofobia

L'omofobia spesso inizia tra le mura domestiche.

Nell’estate 2017 è stato denunciato un episodio di omofobia o transfobia ogni 3 giorni. Non c’è da meravigliarsi se si pensa che, in base alla relazione finale della Commissione Jo Cox sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio, pubblicata lo scorso 6 luglio, il 25% degli italiani considera l’omosessualità una malattia.

Il 40,3% delle persone Lgbti, inoltre, afferma di essere stato discriminato nel corso della vita (il 24% a scuola o università, il 29,5% nel corso di una ricerca di lavoro, il 22,1% sul lavoro). Infine, il 23,3% della popolazione omosessuale/bi-sessuale ha subito minaccee/o aggressioni fisiche a fronte del 13,5% degli eterosessuali.

"Se infatti il 12 per cento degli italiani si dichiara omosessuale, il 15 per cento degli italiani prova disgusto per i gay e purtroppo questo accade anche tra i giovani. E i risutati si vedono: dai 20mila contatti  il dato che emerge è che cresce il livello di omofobia, e aumentano anche i casi di offesa, di ricatto nei confronti di persone non dichiarate", dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay center e responsabile del numero verde.

In Italia, l’approvazione della Cirinnà nel 2016, pur non garantendo il matrimonio egualitario alle coppie omosessuali, ha permesso all’Italia di allinearsi alla maggior parte dei paesi europei.

Oggi sono sei i paesi Ue che vietano l’unione tra persone dello stesso sesso, e cioè Bulgaria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia, che sono anche tra le nazioni entrate più recentemente nell’Unione. Questo il dato evidenzaito da Osservatoriodiritti.

I primi a riconoscere questi diritti con delle leggi specifiche sono stati invece Danimarca, Svezia e Finlandia, che sono anche tra i paesi che riconoscono alle coppie omosessuali l’adozione, non ammessa dall’ordinamento di 12 paesi europei.

Una sola vittima su 40 pensa che denunciare possa migliorare la propria situazione. Specialmente i più giovani temono oltre alle discriminazioni anche la reazione della propria famiglia. In particolare gli studenti dicono che difficilmente trovano nella propria scuola docenti o adulti che li potrebbero aiutare.  Per questo è importante l'approvazione della legge contro l'omofobia che preveda un piano di intervento, che consenta di supportare le vittime su tutto il territorio nazionale. Perche cambi la mentalità", sottolinea Marrazzo.

Questo riportato oggi da Repubblica.

E proprio dalle scuole, dove l’associazione ha fatto azioni di sostegno alle vittime con l'OSCAD e il Miur, viene un messaggio di speranza, come dall’alberghiero di Formia che, segue il progretto  Laboratorio Rainbow, e ha relizzato il video accanto,  gli altri video prodotti dagli alunni di altre scuole italiane  sono visibili sul sito www.facebook.com/laboratoriorainbow

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